mercoledì 8 marzo 2006

in fuga da ovunque.

Oggi è uno di quei giorni in cui anche l'altrove mi starebbe stretto, ogni parola, ogni gesto lo sento come un macigno sulle mie spalle che devo portare in cima al monte più alto.
Uno di quei giorni in cui nemmeno il letto mi sarebbe stato amico perchè i sensi di colpa della nullafacenza sarebbero stati troppi.
In cui il sole e il vento non hanno aiutato a ripulirmi dal senso di inadeguatezza alla vita, a questa vita.
In cui l'incertezza si fa sentire ogni minuto che passa sempre di più, sempre più profondamente, fino quasi alle fondamenta.
In cui forse solo un'abbraccio lungo un giorno potrebbe migliorare la situazione, un abbraccio caldo e silenzioso perchè solo nel silenzio a volte riesco a dire tutto di me, perchè solo così darei la libera uscita a queste lacrime che spingono.
Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei aver già deciso cosa fare da grande, in cui mi farebbe comodo avere delle certezze, anche quelle di una vita monotona.


Però poi questi giorni così passano e fortunatamente rimane la mia pazza e imprevedibile vita, ma credo che me ne accorgerò solo domani che è meglio così...

lunedì 6 marzo 2006

i sogni son desideri

Chissà se davvero un giorno o l'altro si realizzeranno dei sogni... Oggi intanto sembra andato un po' in frantumi l'ultimo su cui mi ero fissata, diciamo che la chiaccherata con La Sciura ha avuto effetti demotivanti, ma forse si può fare lo stesso, o meglio farlo si può fare il problema è sempre viverci!!!

giovedì 2 marzo 2006

Ci siamo quasi

Altro week-end altro giro, altro regalo! Domani h:14.18 circa treno direzione puffo burlone per il secondo week-end di duro lavoro prima della vita da strada, i lavori sembra che aumentino e basta, ma non demordiamo!
Appena possibile si mette in moto e si va, un piccolo giro credo che ce lo concederemo anche in questi giorni! Tanto s'improvvisa come al solito per destinazione e modalità!


Ah! Oggi mi è arrivata la bolletta di libero...ma tanto non li pago, per chi sapesse i trascorsi!


Vi delizio con due righe, che saranno un po' di più, di un libro che consiglio di leggere!


 


Fissando un cubetto di zucchero che si sciogliva nella tazza della camomilla, Chloe, sulla cui presenza facevo affidamento per dare un senso alla mia vita osservò:"Non possiamo andare a vivere insieme, io ho questo problema: devo vivere da sola, altrimenti mi dissolvo. Non voglio tenerti fuori dalla mia vita, è una questione psicologica, uterina. Non intendo dire che non ti desidero, è che ho paura a desiderare solo te, paura di scoprire che di me non è rimasto niente. Ti prego scusami, temo che dovrò restare una ragazza con la valigia".


La valigia di Chloe. L'avevo vista per la prima volta all'aereoporto di Heathrow, un cilindro color rosa brillante con una tracolla verde acceso. In sua compagnia era arrivata alla mia porta, la prima sera che era venuta per restare, scusandosi una volta di più per i suoi offensivi colori, dicendo che serviva a dar ricovero allo spazzolino da dentie ad abiti puliti per il giorno dopo. Avevo creduto che quella borsa fosse una presenza occasionale, qualcosa di cui aveva bisogno prima di essere abbastanza a suo agio da trasferire stabilmente a casa mia spazzolino da denti e guardaroba. Da quella borsa invece non si separò mai, ogni mattina la rifaceva come se fosse l'ultima volta che ci vedevamo, come se l'eventualità di lasciare in giro anche un sol paio di orecchini costituisse u intollerabile rischio di dissoluzione.


Eppure nonostante la sua efficienza con il bagaglio, Chloe col tempo cominciò a lasciare cose in giro. Non lo spazzolino o un paio di scarpe, ma pezzi di se stessa. Iniziò con il linguaggio: mi abituai a dire, come Chloe, non sempre al posto che mai, a dire fa' attenzione prima di riattaccare il telefono. A sua volta lei mutuò da me perfetto! e se davvero la pensi così. Poi, a infiltrarsi tra noi, furono reciproche abitudini; da Chloe imparai la necessità del buio totale in camera da letto, lei iniziò a piegare il giornale alla mia maniera, io cominciai a girare in circolo intorno al divano quando pensavo a un problema, lei prese gusto a sdraiarsi sul tappeto.


da "Esercizi d'amore" di Alain De Botton